Per lo sbarco a Wall Street di Facebook si profila la piu' imponente offerta pubblica iniziale (IPO) della storia del web. Il social network, nato otto anni fa' in una stanza del dormitorio di Harvard, punta a raccogliere almeno cinque miliardi di dollari battendo cosi' anche Google che nel 2004 fece un'Ipo da 1,9 miliardi. Facebook vale tanto perche' offre non solo contenuti ma anche connessioni, sottolineano gli esperti, indicando che la societa' punta molto poi' in alto: ad una valutazione compresa tra i 75 e i 100 miliardi di dollari, superando cosi' il valore di colossi come Ford Motor, Goldman Sachs e Kraft. Dal prospetto depositato alla Sec per lo sbarco in Borsa del gruppo guidato dal giovane prodigio Mark Zuckerberg , emerge che Facebook vanta utili netti per 668 milioni di dollari nel 2011 e un fatturato di 3,7 miliardi, in rialzo del 79,5% rispetto all'anno prima. Con oltre 800 milioni di utenti, Facebook e' il sito piu' visitato al mondo. L'advisor della maxi-operazione sara' Morgan Stanley, affiancata da J.P.Morgan e Goldman Sachs. CON IPO ZUCKERBERG ANCORA PIU' RICCO Con la quotazione in Borsa di Facebook, il fondatore Marck Zuckerberg diventera' ancora piu' ricco. Dai documenti depositati in vista dell'IPO risulta che il giovane prodigio della Silocon Valley possiede il 28,4% di Facebook. E se lui assicura di volere andare in Borsa "per i dipendenti e gli investitori" la sua quota gli fruttera' 28,4 miliardi di dollari se sara' centrato l'obiettivo di una capitalizzazione da 100 miliardi. Quando Facebook era stata valutata 23 miliardi di dollari, Forbes magazine aveva stimato la ricchezza di Zuckerberg in 6,9 miliardi. Anche il cantante degli U2, Bono, sara' tra quelli che si arricchiranno di piu' con la quotazione di Facebook. Bono, infatti, e' anche il fondatore della societa' di investimento Elevation Partner e la sua quota nel social network varra' un miliardo di dollari, secondo il Telegraph, ovvero quanto il cantate ha guadagnato nell'intera carriera come voce degli U2 . (fonte: AGI) Add Comment Dopo dieci anni scade quest'anno l'algoritmo che da licenza in esclusiva a Google per l'utilizzo del Pagerank. Cosa accadrà ora? Tanto lavoro degli operatori del settore buttato al vento? Licenza o no Google conosce benissimo la realtà del cambiamento in atto dove Pagerank non è più il paradigma assoluto. L’avvento dei Social Network ha radicalmente modificato i criteri di assegnazione di un valore ad un contenuto online. La socializzazione del web ha creato un nuovo interesse negli investitori che si allontana sempre più dalla Search per una maggiore profilazione degli utenti alla quale consegue una pubblicità sempre più mirata. Sul piatto della bilancia: merito per affidabilità a prova di centinaia di parametri sconosciuti ed incerti, o valore sociale attribuito dagli utenti grazie ad una efficace azione di Marketing?Si spera in un prolungamento della licenza stessa fino al 2017: i social network non sono ancora pronti per questa responsabilità! E' quello che è successo oggi in una Pagina Facebook italiana, con soli 16 link note pubblicati, "Non ero ubriaco", viene quotato da almeno 2 utenti al secondo. Brevi battute che riscuotono questo grande successo! Come mai? Non so dove cercare le vere motivazioni, ma una cosa è chiara: Gli italiani hanno bisogno di ridere! Vedere per credere: http://www.facebook.com/pages/Non-ero-ubriaco/126989720722292 8 giugno 2011 Questa ragazza si è tatuata gli avatar di 152 dei suoi più cari amici di Facebook sul braccio. E se ci litiga, come si fa a unfolloware così? Edit: era troppo demenziale per essere completamente vero. La ragazza non è tatuata in modo permanente, ma ha un tatuaggio trasferibile che si può lavare via dopo pochi giorni. Il motivo? Una campagna virale per una società olandese, la Pretty social, che vendere regali personalizzati con le foto del profilo Facebook. Le relazioni tra le persone possono essere comprese in due categorie: legami forti e legami deboli. La maggior parte delle persone pensano che i legami forti siano più importanti in una rete sociale. Se si prova a definire i confini dei due tipi di legame si può meglio comprenderne la natura. Legami fortiSono quelli che legano tra loro i membri di una famiglia, la rete degli amici di una vita, la militanza politica. I legami forti sono le relazioni importanti e durature, fondati su grande reciprocità, dove trovi aiuto quando hai bisogno ed offri aiuto. Si distinguono anche per
Anche se i legami deboli ti sono sicuramente utili, è con i legami forti che hai un senso di sicurezza e di confort. Forte non vuol dire miglioreLe persone valorizzano i legami forti in due occasioni.
Vale per le persone e vale per le aziende. Le relazioni che si creano tra le persone nei social network sono nella maggior parte relazioni deboli. Per quanto ormai passata la polemica nominale - i contatti su Facebook sono chiamati amici nei profili personali, e si chiamavano fan nelle pagine aziendali – sempre di contatti deboli si tratta. Se ogni persona con una normale vita sociale non può contare su una cerchia di amici che superi poche decine di persone, è evidente che nei social networks le migliaia di “amici”, le centinaia di pagine per cui si è espresso un “mi piace”, le migliaia di fan di una azienda, sono un legame debole ed occasionale. La forza dei legami deboliL’esperienza di ognuno dimostra che sono i legami deboli che hanno un grande valore nella vita. L’esempio potrebbe essere questo. Quando una persona perde un lavoro, pensa che saranno i suoi legami forti a portarlo in una nuova e migliore situazione, salvo poi scoprire che la soluzione arriva da tutt’altra parte. Il fatto è che le persone hanno più “conoscenze” che amici, e le “conoscenze” hanno un innegabile vantaggio sugli amici stretti per almeno due punti.
Ma dal momento che con costoro passi una gran parte del tuo tempo, raramente una informazione nuova arriva nel gruppo e alla singola persona. Cosa significa per un’azienda che vuole usare i social networks ?E’ interessante notare che molte aziende, mentre hanno paura di essere coinvolte dal pubblico in legami di dipendenza e reciprocità che possono limitare la loro azione, considerano la rete sociale che si crea loro attorno come un recinto di proprietà, e pensano che sia normale bombardare i contatti di informazioni aziendali. L’unica cosa che ottengono è la fuga delle persone che non vogliono essere usate. Non funziona così ed i social networks non sono una occasione in cui lanciare un messaggio indistinto, pensare di averne il controllo per marcare territori e persone. Un’altra questione riguarda la natura del messaggio e la capacità di gestirlo. Se sono veri i discorsi precedenti, la gestione accorta di un rapporto sui social networks non passa attraverso la comunicazione aziendale intesa come megafono dei prodotti. Piuttosto conta la capacità di coinvolgere le persone, sfruttare la forza dei legami deboli e la loro capacità di essere un veicolo che trasmette l’informazione. Rispetto al tradizionale metodo push di diffondere l’informazione, il metodo tradizionale della carta e della televisione, sui social networks contano due cose:
Certo è che per gestire questo modo diverso di rapportarsi con la rete dei visitatori e dei potenziali clienti, occorre dedicare un minimo di risorse e di progettualità. E’ qui che si gioca la sfida alle aziende sulla loro capacità di comprendere un modo corretto di utilizzare al meglio la forza dei social networks. | ArobasCategorieAll Archivio BlogMarzo 2012 |




RSS Feed